Senza filtro – Uno spettacolo per Alda Merini

Foto di scena: Angelo Redaelli

di Fabrizio Visconti, Rossella Rapisarda
con Rossella Rapisarda
musiche originali dal vivo Marco Pagani
regia Fabrizio Visconti
scene Marco Muzzolon
costumi Mirella Salvischiani
disegno luci Fabrizio Visconti
un progetto La Gare
produzione Eccentrici Dadarò
coproduzione Arterie CIRT - Ass. Cult. Ca’ Rossa
con il sostegno di Regione Lombardia – Progetto NEXT 2012

Vincitore Premio della Critica Città di Vigevano 2014

SaltinAria: Migliore Attrice 2015

Lo Spettacolo

1 novembre. È “la notte dopo”.
L’ultimo appuntamento per chiudere una storia, per mettere un finale a un libro di appunti scritti giorno per giorno, attimo per attimo, battito per battito. Pagine che in un istante volano via.
Il luogo dell’appuntamento: il Bar Charlie, sui Navigli di Milano, dove l’Alda passa giornate a scrivere, parlare, ridere, incontrare, fumare, consumare la sua voglia di stringere in mano una vita troppo spesso lontana dal mondo.
I protagonisti: un angelo custode e “l’Alda”.
Ma oggi è “dopo”. È tutto vuoto al bar. Nemmeno un caffè.
Dove sono finiti il Pier, la Ginetta, il Renato, il Giancarlo, dov’è l’Alda?
Eppure sembra ancora di sentirle quelle voci e di rivederle quelle facce, facce in bilico, facce incompiute, facce di anime amanti di un amore senza filtro, che non si protegge dalla vita, di un amore vietato, perché troppo amore ti cambia, ti rende diverso, ti rende pericoloso.. e allora meglio rinchiuderli quelli così, meglio rinchiuderli dentro una casa, dentro un ruolo, dentro una corsia di manicomio, dentro un bar.
Due sedie, una macchina da scrivere, un finale da trovare. Ora. L’epilogo del libro di una vita e l’Alda non c’è... o forse aspetta che il suo custode, quello strano clown che non capisce bene come funziona la vita, impari a fumare.
Fantasmi, angeli, uomini… oggi la terra sembra non essere mai stata tanto vicina al cielo.
E quella musica del Charlie... sembra quasi di sentirla ancora.

Senza filtro è un invito a conoscere il “dietro le pagine” di una donna che fu un inno alla Vita e all’Amore, quell’Alda Merini condannata e salvata dalla sua poesia.