Nina nelle stazioni

stazione

Courtesy Jonathan Guaitamacchi

Nina nelle stazioni vuole essere un progetto “antropologico-emozionale” di riscoperta dei luoghi, delle suggestioni e delle storie che si raccolgono attorno a nodi densi di racconti e di emozioni come possono essere solo le stazioni del treno.

Far rivivere, per una sera, le stazioni per quello che sono non solo in termini di funzionalità pubblica, ma anche per tutta quell’altra immensa parte del loro patrimonio che è, appunto, l’aver saputo raccogliere aspettative, attese, saluti, distacchi che le rendono speciali nella memoria di ognuno di noi.

Rendere ragione di questo valore, farle risplendere per una notte di tutta questa “umanità”, restituire alla gente che le frequenta il senso poetico dei luoghi, sono alcuni dei motivi che ci conducono a immaginare questo progetto.

Raccogliere storie del passato attraverso sopralluoghi mirati nei luoghi cardine del progetto e dare vita alla memoria prima che si perda, un altro degli obiettivi.

Utilizzare uno spettacolo idoneo come occasione d’incontro e di vivificazione delle stazioni grazie al suo carico emozionale, sembra poter essere lo strumento più immediato per aprire la porta di tutto questo mondo.

Lo spettacolo

Questa, in poche righe, l'idea:

Il progetto è quello di identificare alcune stazioni di alcune linee ferroviarie chiuse o parzialmente funzionanti dove, in orario di chiusura, replicare lo spettacolo “Nina” richiamando di volta in volta come pubblico chi quelle stazioni le ha incontrate o le incontra nella vita di tutti i giorni, per ritrovarle e riscoprirle, per una notte, vestite con le parole di Anton Cechov.

Portare uno spettacolo nel luogo di confine tra il restare e il partire, così come racconta lo spettacolo stesso, che parla di bivi, di scelte, di scommesse su una scelta d'amore.
Uno spettacolo che parla al pubblico direttamente, intimamente, tra ironia, gioco e poesia, a un pubblico nella stessa condizione di attesa, seduti in stazione, ognuno con la propria valigia di sogni e paure, prima che il treno faccia sentire il suo fischio d'arrivo.

Uno spettacolo nelle stazioni e per le stazioni, quindi.
Nelle loro sale d'aspetto o al loro ingresso, o vicino ai binari che sembrano disegnare a terra righe di un quaderno, su cui scrivere centinaia di storie..
Uno spettacolo in un luogo che è costante teatro della vita, tra incontri, attese, mazzi di fiori, fazzoletti e risa.
Uno spettacolo che comincia con un biglietto del treno.
Uno spettacolo che comincia con un baule e una luna di latta.
Uno spettacolo che racchiude, in quel baule e in quel biglietto del treno, una storia che viene da lontano ma che è vicina a tutti.
La storia di un'attrice che sta per partire e di Nina, che arriva dalle rive del lago del "Gabbiano"di Cechov con un biglietto in mano, per decidere se prendere o non prendere un treno che le cambierà la vita.
Una storia che diventa storia di tutti.

La ricerca

Prima dello spettacolo, nei giorni precedenti, fare dei sopralluoghi nei paesi nei pressi delle stazioni coinvolte, a raccogliere testimonianza di come quelle stazioni sono cambiate nel tempo, a raccogliere aneddoti e ricordi di chi le ha vissute negli anni: gli anziani del paese, i vecchi dipendenti delle stazioni stesse ecc.
Annotare il tutto e registrare le voci dei testimoni.

L’installazione

Le voci di queste testimonianze diventeranno di volta in volta installazione sonora all’arrivo del pubblico nelle stazioni prima dello spettacolo. Le sale d’attesa risuoneranno di quelle voci e di quei racconti del tempo che cambia, come a restituire per un attimo vita a quella memoria.

La mostra

Alla fine del tour, attrezzare un "vagone della memoria", probabilmente in una città principale dove verrà allestita una piccola mostra all’interno di un vagone del treno, creata in collaborazione con il pubblico stesso, a cui avremo chiesto di portare immagini, pensieri, storie vissute.. storie che hanno avuto come palco proprio una di quelle stazioni, per rendere quelle storie e quelle stazioni per un attimo immortali.

La mostra sarà allestita alternando il materiale recuperato dalla gente, ai racconti e alle voci degli intervistati, a immagini scattate durante il tour dello spettacolo, oltre  a testi d'autore legati, naturalmente, al tema del treno e del suo mondo poetico.

Il film

L’intero percorso di ricerca tra la gente e d’incontro nelle stazioni in occasione degli spettacoli, verrà registrato con la creazione di un Docu-film che resterà a testimonianza di quanto avvenuto e nell’archivio delle Ferrovie per conservare quello straordinario bagaglio di storie che la loro attività ha consentito di far nascere.

La comunicazione

Il progetto avrà un suo ufficio stampa dedicato, in modo da rendere massima visibilità agli appuntamenti e all’idea generale del percorso. L’ufficio stampa lavorerà in collaborazione con i canali di comunicazione delle Ferrovie così da massimizzare l’impatto del progetto, utilizzando tutti gli strumenti che verranno ritenuti funzionali in questo senso.

I Flash Mob

In ottica di diffusione della comunicazione, e nell’idea di rendere più partecipato l’evento si progetta anche la realizzazione di alcuni Flash Mob che si compieranno davanti e all’interno delle stazioni prima degli spettacoli, in cui la gente avrà come tema gli addii e i ritorni in stazione. Questo aspetto del progetto si propone di attivare il territorio nella costruzione dell’evento e amplificarne l’impatto comunicativo e spettacolare.

Cosa chiediamo

Prima di tutto la disponibilità dei luoghi e una collaborazione attiva alla realizzazione del percorso.

Identificare insieme quali stazioni potrebbero essere utilizzate e quando; la redazione di un calendario degli eventi; un’eventuale collaborazione nell’identificare personale a cui rivolgere interviste nell’ottica di raccoglierne ricordi e aneddoti per la fase delle installazioni; la messa a disposizione di una carrozza del treno da lasciare per un periodo in stazione aperta al pubblico per la realizzazione della mostra “Il vagone della memoria”.

Oltre a questa fondamentale collaborazione logistica, è evidente che la realizzazione di questo progetto comporta dei costi per la nostra Associazione, costi che abbiamo quantificato in circa 2500 € per tappa del percorso. Una collaborazione a coprire questi costi sarebbe quindi assai gradita. La sponsorizzazione sarebbe ampiamente ripagata dall’impatto di visibilità e d’immagine che l’adesione al progetto comporterebbe per le Ferrovie.

Da parte nostra ci siamo già attivati per reperire fondi atti a garantire la fattibilità di quanto proponiamo, in particolare con Fondazione Cariplo e Ministero. La risposta verrà nei prossimi mesi. Certamente la ricaduta del progetto riguarda l’ambito Sociale e quello del Turismo, oltre che quello della Cultura; in ogni caso una sponsorizzazione da parte delle Ferrovie darebbe maggiori possibilità di solidità all’intero processo.

Cosa offriamo

Oltre all’idea del progetto, la Compagnia La Gare metterà a disposizione tante repliche dello spettacolo quante saranno le stazioni che verranno identificate idonee per la realizzazione del percorso; impianti luci e audio per la realizzazione degli spettacoli e delle installazioni precedenti nelle sale d’attesa; espletamento e liquidazione delle pratiche SIAE relative alla realizzazione degli eventi; ricerca, raccolta e resa dei materiali di indagine antropologica nei luoghi tappa del progetto; ufficio stampa e comunicazione.

In sostanza, una volta avviato il progetto, alle Ferrovie resterà solo il compito di fare da interfaccia per coordinare la buona riuscita dell’evento; per il resto ogni aspetto realizzativo sarà a carico della Compagnia Teatrale.